Gli attacchi informatici del 2017: i numeri che spiegano l'annus horribilis della sicurezza informatica

Gli attacchi informatici del 2017: i numeri che spiegano l'annus horribilis della sicurezza informatica

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Che il 2017 è stato un annus horribilis per la sicurezza informatica lo abbiamo già spiegato altrove. Del resto non servivano studi per dimostrare questa tesi come veritiera: la sola lettura dei quotidiani, che regolarmente riportavano le conseguenze delle violazioni di reti aziendali e non solo, ci aveva già dato un'idea della pessima situazione in cui stava versando l'anno passato. Stando ai numeri del rapporto dell'associazione italiana Clusit, che riunisce 500 realtà tra aziende e organizzazioni attive nel campo della sicurezza informatica, nei primi sei mesi del 2017 gli attacchi sono aumentati dell'8,35% rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente. Numeri alla mano, questo significa che in sei mesi ci sono stati 571 attacchi in più rispetto al 2016. E non è certo tutto qui: in questo calcoli ovviamente sono stati presi in considerazione solamente gli attacchi di dominio pubblico.

 

3 attacchi su 4 per estorcere denaro

Ma come sono stati fatti questi attacchi informatici? Quali sono stati gli obiettivi, i moventi e le conseguenze? Ebbene, rispetto al 2016 sono aumentati del 126% i casi di spionaggio cyber. 3 attacchi su quattro, invece, sono stati mirati all'estorsione di denaro. Sono sempre più popolari i casi di multiple targets, caratterizzati da un medesimo attacco rivolto contro bersagli operanti in settori nonché Paesi diversi: qui l'aumento è stato addirittura del 253%.

 

Non si salvano nemmeno gli smartphone

I criminali informatici non guardano peraltro in faccia a nessuno: sono aumentati del 138% gli attacchi contro le scuole, le università e i centri di ricerca, mentre si notano aumenti anche negli attacchi nei confronti di banche, infrastrutture critiche e strutture turistiche. Non si parla solamente di computer, in quanto il 20% degli attacchi è stata realizzato appositamente per colpire dispositivi mobili (il 13% contro sistemi Android, il 7% contro Ios). E qui la partita si fa particolarmente difficile, in quanto tipicamente questi dispositivi non sono dotati di antivirus.

 

Le multinazionali sotto attacco

Gli attacchi informatici stanno aumentando in tutta Europa, con un + 19% nei primi sei mesi dello scorso anno. Crescono anche le violazioni delle multinazionali, le quali hanno raccolto il 22% degli attacchi nel 2017 – di contro all'11% del 2016. Gli hacker, insomma, non hanno paura nell'attaccare le realtà più grandi e – teoricamente parlando – più protette. Non è un caso che, stando a Clusit, oltre la metà delle organizzazioni mondiali nel 2017 ha subito almeno un attacco grave.

 

Le due cause principali

La crescita degli attacchi informatici è da ricondurre alla crescita degli obiettivi papabili di attacco: il telelavoro, i dispositivi dell'Industria 4.0 e dell'Internet delle cose, infatti, offrono nuovi punti di approdo per i criminali informatici. A questo va sommata la scarsa difesa delle aziende, che hanno sottovalutato le minacce informatiche, rendendosi così ancora più vulnerabili. Per questi motivi, come ha spiegato Andrea Zapparoli Manzoni, membro del comitato direttivo di Clusit, «nel primo semestre 2017 la cyber-insicurezza ha effettuato un ‘salto quantico’ a livello globale, raggiungendo livelli in precedenza inimmaginabili».

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