Cyber Security: crescono gli investimenti in Italia

Cyber Security: crescono gli investimenti in Italia

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Il rovescio della medaglia della digitalizzazione si chiama cybercrime ed è un fenomeno in forte crescita in tutto il mondo. La necessità di implementare soluzioni che garantiscano una maggiore permeabilità agli attacchi informatici sta diventando sempre più pressante.

Nel panorama mondiale della cyber security l'Italia indossa la maglia nera. Secondo un report redatto dal Centro per gli studi strategici e internazionali (CSIS) di Washington, il nostro Paese si posiziona in Top10 fra le nazioni che hanno subito il maggior numero di attacchi informatici.

 

Cresce la consapevolezza dell'importanza di investire in cyber security

Sembra però che ultimamente qualcosa stia cambiando e che, seppur lentamente, le aziende abbiano iniziato a investire maggiormente e in modo più consapevole nella sicurezza informatica. La leva principale di questo cambio di marcia è certamente da rintracciarsi nell'avvicinarsi dell'entrata in vigore del Regolamento Europeo sulla privacy (GDPR), che diventerà pienamente applicabile dal prossimo maggio ed è sicuramente uno degli interventi legislativi più importanti degli ultimi anni in materia di protezione dei dati personali.

 

I dati del Politecnico di Milano

A tracciare il quadro della situazione è l’Osservatorio Information Security Privacy della School of Management del Politecnico di Milano, secondo cui il mercato delle soluzioni di cyber security ha raggiunto nel 2017 un valore di 1,09 miliardi, in aumento del 12% rispetto all’anno scorso. Ad essere cresciuta non è soltanto la consapevolezza delle imprese (è scesa all'8% la percentuale delle aziende che dichiaravano una scarsa conoscenza in materia, rispetto al 23% dello scorso anno) ma si è anche allargata dal 9 al 51% la platea di aziende che hanno messo in piedi un progetto strutturato di adeguamento al Gdpr.

 

Il 50% delle aziende ha sviluppato un piano di investimenti pluriennale

Le principali azioni in corso o già realizzate, rileva l’Osservatorio Polimi, riguardano la valutazione dell’adeguamento (87%), l’individuazione di ruoli e responsabilità (80%), la stesura o la modifica della documentazione (77%) e la definizione delle politiche di sicurezza e valutazione dei rischi (77%).

Del campione indagato, il 50% ha implementato un piano di investimenti in scurezza informatica pluriennale, mentre il 39% sta inserendo in azienda nuovi profili legati alla cyber security.

 

Divario grandi aziende/PMI

L'unico dato negativo resta l'evidenza che questi investimenti riguardano principalmente le grandi aziende, mentre le PMI stanno ancora adottando sistemi di protezioni basilari e probabilmente inadeguati. Senza considerare le microimprese che sono ancora prive di qualsiasi tipo di soluzione di cyber security.

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